La città del Liberty

Salsomaggiore è una delle più belle città italiane, spesso chiamata anche La città del Liberty. Pochi luoghi in Italia possiedono un numero così grande di edifici e opere di questo periodo in perfetto stato di conservazione. Passeggiando per le vie del centro è quasi impossibile che l'occhio non cada su un dettaglio floreale, un fregio, un ricciolo in ferro battuto, evocando istantaneamente suggestioni della "belle époque".

La fortuna di Salsomaggiore viene dalla scoperta del potere curativo delle sue acque, nel 1839 ad opera del medico Lorenzo Berzieri. In pochi anni un piccolo borgo delle colline emiliane si trasforma in una prestigiosa “ville d'eau” frequentata da intellettuali, artisti e personaggi famosi da tutta Europa, tra cui Gabriele D'Annunzio, Giuseppe Verdi e la regina Margherita di Savoia.

Oggi Salsomaggiore conserva intatta tutta l'eleganza spensierata dello stile Liberty così come la vocazione culturale di quegli anni. 

Piazza Berzieri è la piazza più grande di Salsomaggiore ed è qui che si tengono i grandi eventi aperti al pubblico. Sullo sfondo campeggia lo splendido palazzo delle Terme Berzieri, “le Terme più belle del mondo” vero simbolo della città, frutto del visionario talento decorativo dell'artista toscano Galileo Chini, pioniere dello stile Liberty in Italia.

Il Salone delle Terme Berzieri è il salotto elegante della città con i suoi velari in vetri policromi, i marmi e le finiture di arredo originali in ferro battuto che dialogano in infinite geometrie. Sulle scalinate è possibile ammirare da vicino lo straordinario affresco del Chini che rappresenta l'autunno e la primavera, un'esplosione di forme e colori, putti e alle figure femminili in cui trionfa il bagliore d'oro. Impossibile non pensare a Gustav Klimt. Sulle pareti dell'ingresso invece si sviluppa un ciclo pittorico di Giuseppe Moroni che rappresenta il mito classico di Igea che si immerge nelle acque seguita dalla sua corte di ancelle e animali esotici.

Il Palazzo dei Congressi, già Grand Hotel des Thermes, è in assoluto il primo esempio di Liberty in Italia. Aperto all'inizio del secolo scorso, tra le due guerre subisce un radicale restyling ad opera di Galileo Chini ed Ugo Giusti che hanno l'ambiziosa idea di farne una nuova Alhambra. Il nuovo edificio viene inaugurato nel 1926 con una speciale Turandot con le scenografie di Chini e il corpo di ballo della Scala di Milano. Il Grand Hotel aveva tra i suoi ospiti illustri la famiglia reale dei Savoia.

Il Salone moresco del Palazzo dei Congressi è concepito come un immenso impianto scenico. Al centro del soffitto si apre una cupola di vetro che crea inaspettati giochi cromatici. Alle pareti si ammirano arredi e lampade d'epoca. Ma quello che meraviglia sono ancora una volta gli straordinari affreschi orientaleggianti di Galileo Chini, dedicati al mito di Leda tramutata in cigno.

La Taverna Rossa del Palazzo dei Congressi riprende il gioco di decori orientali del salone moresco, riproposto in uno spazio più ristretto, dominato appunto dal colore rosso. Rosso dei mobili laccati originali, delle pareti e del soffitto, a far da cornice a voli di pavoni e decori geometrici che ricreano l'illusione di tappezzerie esotiche e arabeschi.

 

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